Numero 06  ·  15 ottobre 2026

Lo strumento della settimana·intelligenza artificiale, ricerca, misurazione, strumenti·6 minuti di lettura

Perché l'intelligenza artificiale cita loro e non te

Il 13 ottobre Microsoft ha aggiunto a Bing Webmaster Tools la colonna che tutti aspettavano: le domande per cui l'intelligenza artificiale cita altri siti e il tuo no. È il terzo annuncio in otto mesi sullo stesso rapporto. In fondo al post di Microsoft c'è una frase che non è arrivata in nessun titolo: i siti piccoli potrebbero non vedere affatto la funzione.

Si può misurare quanto l'intelligenza artificiale cita il tuo sito?

In parte. Bing Webmaster Tools mostra gratis quante volte il tuo sito è citato nelle risposte di Copilot e in quali domande. Sono dati dichiaratamente approssimati e calcolati su un campione, non mostrano i nomi dei concorrenti e per i siti con pochi dati la funzione può non comparire affatto.

Da qualche mese gli imprenditori hanno imparato una domanda nuova, e se la fanno con un misto di curiosità e di fastidio: l'intelligenza artificiale mi nomina? Non è vanità. È che il cliente, prima di telefonare, chiede a una macchina, e la macchina risponde citando tre o quattro fonti. Se non sei fra quelle, non hai perso una posizione in classifica: non sei nella stanza.

Il 13 ottobre Microsoft ha pubblicato quella che sembra la risposta. Vale la pena leggerla fino in fondo, perché la parte interessante sta nell'ultimo paragrafo.

Che cosa è uscito, e quando

Sul blog di Bing, tre responsabili di prodotto — Krishna Madhavan, Saral Nigam e Vivek Jain — annunciano Topics Portfolio, in versione beta, dentro il rapporto AI Performance di Bing Webmaster Tools. Bing Webmaster Tools è lo strumento gratuito con cui si controlla come Bing vede un sito: l'equivalente della Search Console di Google.

La novità si chiama Opportunity Queries: le domande per cui l'intelligenza artificiale cita altri siti e il tuo no.

Serve subito una precisazione che nei titoli non entra mai. Quelle domande non sono le domande degli utenti. Sono le grounding query: le frasi che il sistema si costruisce da solo per andare a cercare le fonti con cui reggere la risposta. Microsoft le definisce così dal 10 febbraio 2026, quando ha lanciato il rapporto: le frasi chiave che l'intelligenza artificiale ha usato per recuperare i contenuti poi citati.

E il rapporto, appunto, non nasce questa settimana. Nasce il 10 febbraio in anteprima pubblica, con citazioni totali, media di pagine citate ed elenco delle grounding query. Il 16 giugno arrivano quattro funzioni: Intents (che tipo di domanda era), Topics (le domande raggruppate per argomento), Citation Share (la tua quota di citazioni su una domanda), Compare (il confronto con il periodo precedente). Il 13 ottobre i temi tornano, raggruppati in un portafoglio, con accanto la colonna delle opportunità.

Tre cifre che non stanno nei titoli

3
gli annunci con cui Microsoft ha presentato lo stesso rapporto in otto mesi: 10 febbraio, 16 giugno, 13 ottobre. I temi sono stati annunciati due volte.
0
i nomi di concorrenti che il rapporto mostra. Sai quanti siti vengono citati su un argomento, mai quali.
4
le metriche della scheda nuova, tutte e quattro dichiarate approssimate da Microsoft, con i volumi delle opportunità mostrati "deliberatamente" come intervalli.

Si può misurare quanto l'intelligenza artificiale cita il tuo sito?

In parte, sì. E da dietro una porta.

Immagina di stare nel corridoio di servizio di un ristorante, appoggiato allo stipite della cucina. Non vedi la sala, non sai chi è seduto ai tavoli, non leggi il menu che hanno in mano. Senti le comande che arrivano dentro. È informazione vera — qualcuno, stasera, ha ordinato il pesce — ed è informazione parziale per costruzione: le comande non sono la cena, sono il modo in cui la cucina si organizza per prepararla.

Le grounding query sono le comande. Utilissime da sentire, e da non scambiare per la sala.

Microsoft lo scrive con una franchezza che le testate accorciano: i numeri vanno trattati come "directional signals for planning, not as a precise ledger", indicazioni per orientarsi, non un registro. E al lancio di febbraio aveva già detto la cosa più importante, in una riga che non ha ripreso quasi nessuno: le grounding query sono "a sample of overall citation activity". Un campione.

Rileggiamo la novità con questa informazione in mano. Le Opportunity Queries sono le domande in cui gli altri sono citati e tu no, stimate su un campione, raggruppate per argomento da un modello che Microsoft stessa dichiara fallibile, con i volumi mostrati in intervalli di ampiezza non dichiarata. L'esempio lo fa il post: un negozio di scarpe da corsa può vedersi segnalare come opportunità "Air Shoes", che è il marchio di un concorrente.

Perché per molte aziende la schermata resta spenta

Qui c'è la frase che non è finita in nessun titolo italiano: "smaller sites may see a shorter list or may not even see this feature". I siti più piccoli vedranno un elenco più corto, o non vedranno affatto la funzione. E la scheda compare soltanto "if there is sufficient data for your site".

Non è una cattiveria di Microsoft: con pochi dati, qualunque stima diventa rumore, e pubblicare rumore sarebbe peggio. Ma il risultato, per chi legge, è questo: lo strumento che dovrebbe dire a un'azienda piccola dove non viene citata ha bisogno, per dirglielo, che quell'azienda sia già citata abbastanza.

Il pezzo italiano più accurato della settimana, quello di Roberto Serra del 14 ottobre, riporta correttamente l'avvertenza sull'approssimazione. Il campione e i siti piccoli non ci sono. Non è una colpa di nessuno: è il modo in cui una notizia si accorcia mentre viaggia.

Le tre reazioni sbagliate, che si vedono già

Vendere l'analisi prima di aver guardato se la scheda esiste. Nel giro di quarantotto ore sono comparsi i primi servizi di "analisi delle opportunity queries". Per metà dei siti italiani quel pannello è vuoto.

Trasformare l'elenco in un piano editoriale. Scrivere dieci articoli sulle domande di una lista campionata e approssimata significa produrre contenuti per un pubblico stimato, che è il modo più elegante di buttare un trimestre.

Leggere la citazione come una posizione. Microsoft scrive dal primo giorno che il dato "does not indicate ranking, authority, or the role of any page". Non è una classifica. Chi te la mostra come una classifica ti sta vendendo l'ordinamento di un campione.

Cosa farei lunedì mattina

E allora, perché citano loro e non te

La risposta onesta, oggi, è che non lo sai. Sai — approssimativamente, su un campione, senza nomi — che è successo. Il resto è una domanda, non un dato.

Ed è una buona domanda: una di quelle che non si risolvono aprendo un pannello, ma guardando che cosa dicono di te le pagine che hai già, in che ordine, e con quanta chiarezza. Le comande si sentono dal corridoio. Per sapere com'è andata la cena bisogna entrare in sala, e di solito conviene entrarci con qualcuno che quella sala l'ha già vista piena.

Bibliografia

  1. Bing Blogs — Introducing Topics Portfolio (Beta) in AI Performance
  2. Bing Blogs — New AI Visibility Insights in Bing Webmaster Tools: Intents, Topics, Citation Share, Compare
  3. Bing Blogs — Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools (Public Preview)
  4. Roberto Serra — Bing ha aggiunto i temi ai report sull'AI