Numero 07  ·  22 ottobre 2026

Il documento della settimana·recensioni, reputazione, ristorazione, turismo, regole·6 minuti di lettura

Le recensioni si chiedono anche ai clienti scontenti

Il 19 ottobre l'Antitrust ha pubblicato le linee guida sulle recensioni online per ristoranti, alberghi e attrazioni turistiche. I titoli hanno scritto "ecco cosa cambia". Non cambia niente: gli obblighi sono in vigore dal 7 aprile. La novità vera sta in una riga a metà documento, e riguarda a chi si manda l'invito a recensire.

Si può chiedere la recensione solo ai clienti soddisfatti?

No. Le linee guida dell'Antitrust di ottobre 2026 indicano di inviare l'invito a recensire a tutti i clienti, senza selezioni, e solo a servizio concluso. Scegliere chi può scrivere è una forma di manipolazione del punteggio. Vale per ristorazione, strutture ricettive e termali e attrazioni turistiche in Italia.

C'è un gesto che in Italia si ripete milioni di volte al giorno, e a nessuno è mai venuto in mente che potesse essere irregolare. Guardi in faccia il cliente che sta pagando, capisci come è andata, e solo allora glielo chiedi. Con il codice sul conto, o con il messaggio due giorni dopo, mandato però soltanto a quelli giusti.

Il 19 ottobre l'Antitrust ha pubblicato trentaquattro paragrafi di linee guida sulle recensioni online, e fra le altre cose spiega che quel gesto non si fa.

I titoli hanno scritto «ecco cosa cambia per ristoranti e hotel». È il contrario: non cambia niente, perché era già cambiato tutto sei mesi prima e non se n'era accorto nessuno. Però c'è una riga, a metà documento, che cambia il lavoro di lunedì.

Che cosa è uscito, e quando

L'11 marzo 2026 arriva la legge annuale sulle piccole e medie imprese, la numero 34. In Gazzetta Ufficiale il 23 marzo, in vigore dal 7 aprile 2026. Dentro c'è un capo dedicato alle recensioni, e riguarda un elenco preciso: ristorazione, strutture ricettive e termali, attrazioni turistiche. Non il commercio in generale, non gli studi professionali.

La legge dice che la recensione è lecita solo se viene da chi ha davvero usato il servizio; che comprare e vendere recensioni è vietato «anche tra imprenditori e intermediari»; e che a vigilare è l'Antitrust con i poteri del Codice del consumo sulle pratiche scorrette. Poi le chiede di scrivere le linee guida.

Arrivano con la delibera del 13 ottobre 2026, numero 32067. Comunicato il 19, titoli il 20.

E qui la cosa che nessuno ha messo nel titolo: non introducono un solo obbligo nuovo. Lo dichiarano loro stesse al paragrafo 10 — «forniscono un ausilio interpretativo» — e al 34, dove le misure elencate «hanno carattere esemplificativo e non esaustivo».

Tre cifre che i titoli non hanno

7 aprile 2026
il giorno in cui gli obblighi sono entrati in vigore. Le linee guida di ottobre non ne aggiungono nessuno.
30
i giorni entro cui la recensione va rilasciata per essere lecita, da quando il cliente ha finito.
0
le recensioni già online a cui si applica la nuova disciplina: la legge esclude per iscritto tutto il pregresso.

Si può chiedere la recensione solo ai clienti soddisfatti?

No. Ed è la riga per cui vale la pena leggere il documento.

Al paragrafo 20 l'Autorità elenca i modi per verificare che chi scrive abbia davvero comprato: il numero d'ordine o di prenotazione, la documentazione fiscale, la raccolta nell'area riservata del cliente, un QR code o una password usa e getta. E in mezzo all'elenco, questa: «il link dovrebbe essere inviato a tutti i clienti, senza effettuare selezioni».

A tutti. Compreso quello che ha aspettato quaranta minuti il primo piatto.

Il perché sta qualche paragrafo dopo, fra le manipolazioni da evitare: «rimuovere o occultare le recensioni negative; scoraggiare la pubblicazione di giudizi negativi». Selezionare chi può scrivere è la versione gentile di scoraggiare: non cancelli niente, non nascondi niente, semplicemente non passi la matita a chi userebbe parole che non ti piacciono.

C'è anche un premio, e nessuno ne ha parlato. La legge stabilisce che «si presume autentica la recensione online corredata di evidenze del rilascio di documentazione fiscale». Se è agganciata a uno scontrino o a un numero di prenotazione, si parte dal presupposto che sia vera, e tocca a chi la contesta dimostrare il contrario. È la cosa più utile del documento, e non è un obbligo: è una difesa.

Il punteggio medio di un'attività somiglia a un'elezione: vale per come è stato raccolto, non per quanto è alto. Se decidi tu chi entra nel seggio, quello che esce dall'urna non è un giudizio: è un ritratto che ti sei fatto fare, somigliante nei punti che avevi scelto e inservibile per sapere come stai.

E si vede da fuori. Un'attività con quattrocento recensioni e nemmeno una sotto le quattro stelle non rassicura: insospettisce. La fiducia non nasce dall'assenza di critiche, ma dal fatto che ci sono e qualcuno ha risposto.

Per quanto tempo vale una recensione online

Due regole, e un'eccezione che pesa più delle regole.

La prima: la recensione «è lecita se è rilasciata non oltre trenta giorni dalla data di utilizzo del prodotto o di fruizione del servizio». Da quando il cliente ha finito, non da quando ha prenotato. Pubblicarla in ritardo, precisa l'Autorità, «non costituisce di per sé una violazione».

La seconda: la recensione «non è più lecita, in ragione della significativa mancanza di attualità, decorsi due anni dalla sua pubblicazione». Per legge italiana, una recensione scade.

Poi c'è l'articolo 22, una riga sola che spegne mezza discussione: «Le disposizioni del presente capo non si applicano alle recensioni già pubblicate alla data di entrata in vigore della presente legge». Tutto quello che era online il 7 aprile 2026 resta dov'è: la stella singola del 2021 non scade, e la prima a poter scadere scadrà nell'aprile 2028.

Le reazioni sbagliate, che si vedono già

Vendere l'urgenza. Sono già comparse le offerte di «adeguamento alle nuove regole», con tanto di scadenza. Non c'è nessuna scadenza: il termine era ad aprile.

Leggere «due anni» e sperare. Molti hanno capito di potersi far cancellare le vecchie stroncature. Non è così, per l'articolo 22. E la scadenza non sarà mai un pulsante: il gestore segnala, la piattaforma decide.

Smettere di chiedere. La reazione più comprensibile e la più dannosa: se smetti di invitare i clienti a scrivere, l'unica recensione che arriva è quella spontanea. E quella, statisticamente, la scrive chi è arrabbiato.

Cosa farei lunedì mattina

E se le chiedo a tutti, il voto scende?

Un po' sì. Di mezzo punto, forse, nei primi mesi.

In cambio il punteggio comincia a dire qualcosa. Davanti a chi deve scegliere dove cenare stasera, un quattro virgola tre raccolto su tutti vale più di un quattro virgola nove raccolto sui clienti scelti: il primo è un'informazione, il secondo è una pubblicità, e le pubblicità si riconoscono, anche quando sono fatte di stelle.

Le recensioni si chiedono anche ai clienti scontenti, allora. Non per obbedire a una delibera, ma perché un'urna aperta è l'unico posto in cui un buon risultato significa qualcosa. E perché, alla lunga, quello che somiglia a come siamo tiene meglio di quello che somiglia a come ci vorremmo.

Bibliografia

  1. AGCM — Pubblicate le Linee Guida per le recensioni online
  2. AGCM — Linee Guida sulle recensioni online, delibera 13 ottobre 2026 n. 32067
  3. Gazzetta Ufficiale — Legge 11 marzo 2026, n. 34, Capo IV, articoli 18-22
  4. Il Sole 24 Ore — Legge Pmi in vigore dal 7 aprile 2026